Sono in corso le indagini per ritrovare la mamma fuggita insieme al figlio di 4 anni nel Messinese. Viviana Parisi e il piccolo Gioele sono scomparsi nel nulla dopo un incidente in autostrada, ma pare, secondo il pm, che nella ricostruzione dei fatti ci sia un buco di 20 minuti tra il momento in cui è uscita e quello in cui è entrata in autostrada.

«Dal suo paese, Venetico, ha raggiunto Milazzo. Qui, anziché fermarsi come aveva detto al marito, ha imboccato l’autostrada in direzione Palermo ed è uscita allo svincolo di Sant’Agata, senza pagare il pedaggio. A Sant’Agata non sappiamo cos’abbia fatto per venti minuti, poi si è rimessa in marcia fino al punto in cui è accaduto l’incidente in autostrada», spiega Angelo Cavallo, che sta coordinando le indagini che però sostiene che non sarebbero morti. Se lo fossero, infatti, i loro corpi sarebbero già stati trovati.

Si tratta solo di un’opinione, come riporta a La Stampa, dove aggiunge: «Non escludiamo alcuna pista né alcuna ipotesi – continua -, dal gesto estremo all’allontanamento volontario. Il primo posto dove abbiamo cercato è stato il viadotto autostradale immediatamente successivo al punto dell’incidente, nell’ipotesi del suicidio. Non c’è niente». Dal punto in cui è stata trovata la macchina ci sono poche possibilità di allontanamento e le telecamere autostradali sono quasi tutte spente su quel tratto. L’ipotesi più avvalorata per ora è che possa essere salita in auto con qualcuno e si sia allontanata, ma non si esclude nulla.

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